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Teatro Stabile di Catania: la nuova stagione 2013-2014

presentazione cartellone stabile 2

Il direttore Giuseppe Dipasquale, a nome di tutte le componenti del Teatro Stabile di Catania, annuncia la nuova stagione 2013-2014 dichiarando «Il Teatro, tutto il teatro, gode e godrà sempre di vitalità, anzi di vita inesauribile. Più aumentano le difficoltà, più il Teatro trova in se stesso, e soprattutto nel pubblico, le necessarie risorse morali e artistiche, più importanti di quelle materiali. Ciò non toglie che i tagli all’arte e alla cultura sono da considerare un segnale che non incoraggia certo la crescita sociale di una comunità. Auspichiamo fiduciosi un rapido sviluppo di progettualità e sinergie con le istituzioni deputate».

Teatro Verga

Il palcoscenico del  TeatroVerga, ospiterà fuori abbonamento lo spettacolo Viviani varietà, omaggio all’inimitabile artista partenopeo, affidato alla regia di Maurizio Scaparro e al talento recitativo e canoro di Massimo Ranieri, che “recupera”  lo spettacolo non effettuato la scorsa stagione. L’elaborazione musicale è di Pasquale Scialò, testi a cura di Giuliano Longone Viviani. Nel 1929 sul piroscafo Duilio, Massimo Ranieri/Raffaele Viviani attraversa l’oceano da Napoli a Buenos Aires con la sua compagnia di attori e musicisti. Nella lunga traversata mette in prova lo spettacolo destinato al nuovo mondo, ma il vero debutto avverrà con gli emigranti imbarcati, protagonisti e spettatori del popolare varietà (produzione Gli Ipocriti, Compagnia Fondazione Teatro della Pergola, dal 22 novembre all’1 dicembre). Nella sequenza dei titoli in scena al Verga si segnalano importanti allestimenti che confermano il rilevante impegno produttivo dello Stabile etneo e il suo rilievo nazionale, a cominciare dalla rivisitazione in chiave esistenziale e mediterranea condotta da Luigi Lo Cascio sull’Otello shakespeariano. L’autoattore sigla anche la regia e ha scelto per il ruolo del titolo il magnetico Vincenzo Pirrotta, riservando a sé il personaggio di Jago. «È forse connaturato alle passioni più travolgenti – nota Lo Cascio – il fatto di racchiudere, nel loro cuore più intimo e sconosciuto, una luce sinistra, lama affilata che ustiona gli occhi e acceca la mente?» Dopo il pluripremiato Diceria dell’untore, Luigi Lo Cascio e Vincenzo Pirrotta sono dunque ancora insieme in una nuova produzione Tsc-Ert (dal 20 febbraio al 16 marzo). Produzione esclusiva del TSC è un nuovo allestimento di un classico universale come Il giardino dei ciliegi, meditata scelta del regista Giuseppe Dipasquale, con un cast di vaglia che schiera Magda Mercatali, Pippo Pattavina, Miko Magistro. L’ultimo capolavoro di Anton Čechov è un documento sulla velocità con la quale le nostre culture, da quella di “classe”, filosofica e artistica, a quella “pragmatica”, si perdono nella Storia. Quasi un’ossessione per il regista Dipasquale, che continua la sua riflessione sui modelli di società e i giochi fatui del potere: dal “giardino” milleriano di Erano tutti miei figli a quello di Čechov, tinteggiato di rosa dai fiori del ciliegio e dall’irrequieta femminilità di Ljuba (dal 2 al 18 maggio). Tra le produzioni ospiti, gli spettacoli degli altri Stabili e delle più importanti compagnie private. Antonio Calenda firma la regia di Hedda Gabler, con Manuela Mandracchia, Luciano Roman. «I pensieri non si lasciano governare»: in questa battuta la chiave alla cui luce leggere una delle più problematiche, febbrili e seduttive figure femminili create da Ibsen (coproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Compagnia Enfi Teatro, 10-15 dicembre). Franco Branciaroli dirige e interpreta Il teatrante. Come l’uomo è corpo e anima, così la società ha bisogno di senso pratico ma anche di sogni. Il teatro in questo senso è la più completa delle arti. Ma i tempi cattivi sembrano condurre questo millenario sodalizio tra sogno e realtà verso il definitivo divorzio. Se la visione di Thomas Bernhard è tra le più pessimiste, la vitalità con cui rappresenta la propria negatività contraddice le premesse di un testo comico fino alle lacrime. (produzione CTB Teatro Stabile di Brescia/Teatro de Gli Incamminati, dal 14 al 19 gennaio). Il popolare Miseria e nobiltà in un’edizione integralmente in italiano. La riduzione e la regia di Geppy Gleijeses fanno tesoro del testo originale di Eduardo Scarpetta, dell’adattamento di Eduardo De Filippo e della sceneggiatura del film di Mario Mattoli con Totò. Interpreti principali lo stesso Gleijesess (Felice Sciosciammocca, celebre maschera di Scarpetta), Lello Arena, Marianella Bargilli (produzione Teatro Stabile di Calabria, Teatro Quirino, dal 21 gennaio al 2 febbraio). Umberto Orsini è il mattatore che regola Il giuoco delle parti, per la regia Roberto Valerio: il ruolo di Leone Gala è la più compiuta incarnazione della poetica pirandelliana, basata sul riconoscimento e sullo smascheramento delle finzioni sociali e personali (Compagnia 2014, dal 18 al 23 marzo). Sogno di una notte di mezza sbornia è una commedia – tratta da La fortuna si diverte di Setti – che Eduardo riprende e fa sua in modo ironico e intelligente, spingendoci a riflettere sul nostro modo di stare al mondo. La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo la ripropone con la regia di Armando Pugliese, interpreti lo stesso Luca De Filippo, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo. Al centro del meccanismo teatrale c’è il popolare gioco del lotto, ma qui la scommessa si pone fra la vita e la morte e i rapporti sono fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti (Compagnia 2014, dall’1 al 6 aprile). Sebastiano Lo Monaco interpreta il monologo Per non morire di mafia, versione scenica dell’omonimo libro di Pietro Grasso, firmata da Nicola Fano con l’adattamento drammaturgico di Margherita Rubino, per la regia di Alessio Pizzech. È il lucido pensiero di un uomo che ha dedicato la sua vita alla lotta contro il crimine per il trionfo della legalità. E riconduce il teatro alla sua funzione civile ed evocativa (produzione SiciliaTeatro, dall’8 al 13 aprile). Al centocinquantenario della morte del Vate è dedicato Gabriele D’Annunzio, tra amori e battaglie, liberamente tratto da L’amante guerriero di Giordano Bruno Guerri. È proprio dalla straordinaria biografia del poeta abruzzese che prende spunto lo spettacolo di Edoardo Sylos Labini, nel ruolo del titolo ma anche autore con la consulenza di Guerri, il più autorevole biografo del Vate nonché Presidente del Vittoriale. La regia è di Francesco Sala (produzione RG Produzioni, dal 15 al 20 aprile).

Teatro Musco

Per il cartellone del Teatro Musco, un’offerta di ben 14 titoli, variegatissimi per genere e stili. Numerose le produzioni del TSC: l’immancabile offerta del migliore repertorio in lingua siciliana con San Giovanni decollato di Nino Martoglio, o un classico come Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. In cantiere novità assolute di giornalisti e scrittori siciliani, come Salvatore Rizzo e i suoi Se’ nummari per la regia di Vincenzo Pirrotta ed Elvira Seminara con il romanzo Scusate la polvere, che andrà in scena nell’adattamento di Margherita Verdirame con la regia di Gianpiero Borgia. Nel trentennale della barbara uccisione,  un testo di Giuseppe Fava, giornalista e drammaturgo particolarmente legato allo Stabile etneo: la scelta è caduta su Foemina ridens, regia di Giovanni Anfuso. Spazio anche al teatro civile con Vento di tramontana di Carmelo Sardo e Gaetano Savatteri, regia di Federico Magnano San Lio. Infine il trasgressivo Testa di Medusa del francese Boris Vian, scomparso neanche quarantenne nel 1958 e tuttora autore di culto per thriller e romanzi come L’ecume des jours (“La schiuma dei giorni”), da cui è tratto il film di Michel Gondry con Audrey Tatou e Romain Duris, uscito in aprile di quest’anno. Il testo di Vian sarà messo in scena da Ezio Donato. Di sicuro interesse anche le produzioni ospiti di compagnie nazionali o siciliane, impegnate nella sperimentazione di testi di autori viventi. Così è per La vertigine del drago di Alessandra Mortelliti, con supervisione del testo di Andrea Camilleri; la regia è di Michele Riondino, protagonista insieme alla stessa Mortelliti (produzione Artisti Riuniti). Così è per la favola adulta Margarita e il gallo di Edoardo Erba, regia di Angelo Tosto (produzione Compagnia delle Isole) e Notte segreta, scritto e diretto da Francesco Randazzo (produzione Compagnia “La bottega del pane”). Né mancano capolavori secolari rivisitati nella messinscena, lo conferma La bottega del caffè di Carlo Goldoni, regia di Nicola Alberto Orofino (produzione XXI in scena – Etna ‘ngeniousa). Lo stesso vale per il testo Libero Amleto (“Tinturìa ‘u to nomu è fimmina”) da William Shakespeare di Rosario Minardi, regia di Carlo Ferreri (produzione Teatro degli Specchi). Apertura agli autori internazionali, da Oh Dio mio! dell’israeliana Anat Gov, regia di Nicola Pistoia (produzione Teatro Vittoria Attori e Tecnici) a Piccoli crimini coniugali di Eric-Emmanuel Schmitt, regia di Alessandro Maggi (produzione Teatro Stabile di Verona). Alla prosa si affiancheranno articolate, vivaci iniziative culturali: alcune collaudate (gli incontri dedicati alle varie arti: cinema, letteratura e via dicendo); altre inedite, come il Progetto Iliade, elaborato da Vincenzo Pirrotta dopo il successo dei “Dialoghi con il personaggio”, con il proposito di leggere al pubblico e con il pubblico l’integrale del poema omerico nella traduzione di Daniele Ventre. Di rilievo altresì la mostra “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini”, predisposta a corredo dell’omonimo volume, fresco di stampa, degli studiosi Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla.

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