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L’esercizio ascetico di Francesco Lauretta

Sarà visitabile fino al  10 febbraio 2014,  presso le sale della Galleria d’Arte Moderna di Palermo adibite alle esposizioni temporanee, la mostra personale di Francesco Lauretta Esercizi di Equilibrio. In esposizione un’opera unica, una grande installazione che si struttura lungo gli spazi espositivi della GAM. L’esercizio è ascetico perché punta su un’altra vita, ad un’avanzata o impennata “spirituale”. La mostra nell’insieme è una acrobazia performativa dove avviene un effetto di pensosità che impegna a plasmare la propria soggettività tramite l’esercizio, un esercizio e una cura su di sé.

BodyPartFrancesco Lauretta, concepisce una mostra che va letta come una scrittura articolata e compatta, un testo narrativo, una sceneggiatura teatrale scandita in tre atti. Sono le immagini a ricamare una scrittura distesa su più livelli, le opere che sono chiamate “Esercizio” (I, II, III, 0, 00, …) – sono nate e sviluppate col tempo, e col tempo continuano a crescere tramite e incessante fitness. L’iter espositivo si articola attraverso tre ambienti. La stanza centrale è l’origine. La scritta a parete “Prendevo la luce e la fatica di salire e scendere per il paese come una benedizione” ci introduce nel cuore della mostra. Una teca conserva due libri stampati in unica copia, “La madre” e “Perla”, genesi d’amore di una lingua femminile e maschile ed assieme alla tela “Gran Madre” espandono come da un vortice la vita. Dal nucleo centrale verso l’ingresso si trovano due quadri e una lunga parete dipinta di un caldo arancio e un video in cui i fuochi d’artificio si esauriscono e sbocciano di colore, muti. I due dipinti mostrano scene “pastorali”, sono luoghi dove l’uomo e la natura si mostrano grandi. Nella parete “arancio” alcuni fogli esibiscono i cosiddetti “Esercizi spirituali”, opere su carta, pencolante, specchio di una riflessione profonda e impegno straordinario di una pratica dell’inquietudine che non coincide con un lasciarsi andare. La terza sala, la più grande, è uno svolazzo di disegni. Sono grandi disegni blu e di carminio, obliqui, sotto gli archi. E il disegno, meglio della pittura, come medium è metafora e non smette mai di cominciare. Sono pezzi d’amore nel cosmo, sempre nuovi, in cui si sente la tendenza a non voler finire.

La mostra è arricchita da contributi testuali e creativi di Claudio Cinti, Luigi Grazioli, Angelo Rendo e dalla realizzazione di montaggi audio/sonori di Marziano Francesco Valentino Fontana. Il catalogo della mostra con testi di Leoluca Orlando, Francesco Giambrone, Antonella Purpura, Angelo Rendo, Luigi Grazioli, Claudio Cinti, Francesco Lauretta, è edito da Afa Editore.

 

GAM – Galleria d’Arte Moderna di Palermo – Via Sant’Anna 21 – Palermo

 

 

 

 

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