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Guglielmo Borremans e la pittura fiamminga in Sicilia

Avrà luogo sabato 4 maggio alle ore 17.00 presso la Chiesa Parrocchiale SS. Annunziata di Caccamo il convegno “Guglielmo Borremans e la pittura fiamminga in Sicilia – Il restauro dell’Annunciazione”.

Programma:

Presiede

Mons. Giuseppe Randazzo –  Direttore del Museo Diocesano di Palermo

Saluti

Don Domenico Bartolone

Giorgio Castelli

Andrea Galbo

Elvira D’Amico

Gaetano Lo Cicero

Maria Elena Volpes

Relatori

Maria Concetta Di Natale – Il restauro tra pittura e arti decorative

Vincenzo Abbate –  Episodi di pittura fiamminga in Sicilia: Caccamo

Piero Longo – Borremans a Palermo tra sacro e profano

Gaetano Bongiovanni – L’attività di Guglielmo Borremans in Sicilia e la pala di Caccamo

Mauro Sebastianelli – La pala d’altare di Guglielmo Borremans: studi e restauro

Stefano Lo Presti – Borremans e il contributo della scuola grafica dell’Accademia di Belle Arti di Palermo

 

Note sull’ intervento di restauro

Il dipinto raffigurante l’Annunciazione, conservato presso la chiesa della SS. Annunziata a Caccamo  è datato al 1725 e firmato da Guglielmo Borremans. Il manufatto è composto da un supporto in fibra vegetale vincolato tramite chiodi metallici ad un doppio telaio ligneo e costituito da un unico telo con intreccio ortogonale di fili di trama e ordito chiamato armatura tela. Al di sopra l’artista ha applicato a pennello uno strato preparatorio chiaro dalla tonalità rosata e poi una sottile imprimitura di colore rosso scuro, stesa uniformemente su tutto il dipinto ad eccezione di alcune zone, quale ad esempio il panneggio rosso. La tecnica pittorica del Borremans, che ha previsto l’uso di pigmenti stemperati in medium oleoso, mostra non solo la notevole capacità dell’artista ma anche i retaggi della sua ricca produzione come affrescatore: le stesure di base appaiono ampie e decise, a seguire l’andamento delle forme, soprattutto nei panneggi e negli incarnati; le lumeggiature e i particolari sono realizzati con numerose sovrapposizioni di colore e con l’utilizzo di pennelli di varia forma e dimensione. Prima del restauro l’opera si trovava in cattivo stato di conservazione con forme di degrado che interessavano principalmente l’aspetto estetico e, in misura minore, quello strutturale: oltre ad una lacerazione della tela dovuta ad un urto accidentale, erano presenti numerose lacune, varie ridipinture ed uno spesso strato di vernice ossidata che offuscava i colori vivaci del dipinto. Il restauro è stato quindi finalizzato al recupero dei valori formali ed estetici del prezioso capolavoro: in primo luogo, attraverso prodotti compatibili con la materia antica si sono rimossi gli strati non pertinenti e ormai del tutto alterati; in seguito si è restituita la corretta lettura dell’impianto figurativo attraverso un intervento di reintegrazione minimo e reversibile.

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Ringrazio il Dott. Gaetano Bongiovanni – Funzionario direttivo storico dell’arte della Soprintendenza Beni Culturali di Palermo per aver inviato la segnalazione di questo evento culturale.

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