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La Fondazione Premio per il Mediterraneo presenta i nuovi progetti

A Catania:  Alain Elkann, Roberto Gervaso, Annamaria Bernardini De Pace e Giordano Bruno Guerri,  per l’evento organizzato dalla Fondazione Premio per il Mediterraneo.

Le stanze di Villa Letizia sono tornate agli antichi splendori, quando nei primi anni del ‘900 accoglievano romanzieri, artisti, mecenati, industriali nei salotti letterari, per confrontarsi e promuovere idee, uniti da un unico amore: quello per la cultura. La stessa passione é approdata ai giorni nostri con uno spirito intatto e con un solo messaggio: condividere per crescere. Anche quest’anno a Catania sono stati invitati nomi importanti del panorama nazionale, Alain Elkann, Roberto Gervaso, Annamaria Bernardini De Pace e Giordano Bruno Guerri nelle vesti di coordinatore, insieme a un parterre d’eccezione e ad ospiti provenienti da tutta Italia. Tutti fortemente voluti dalla Fondazione Premio per il Mediterraneo e dal presidente Salvatore Maria Costanzo (in foto) con il supporto della moglie Caterina Maugeri che  – grazie al sostegno dell’azienda che rappresentano, l’Archigen – porteranno avanti una serie di iniziative che ruotano attorno alla cultura: tra queste, il progetto di cooperazione con la Fondazione Vittoriale degli Italiani – di cui Guerri è presidente – che coinvolgerà le scuole siciliane in vista del 150° anniversario dalla nascita di Gabriele D’Annunzio.

Sul palco anche la prof.ssa Sarah Zappulla Muscarà, ordinario di Letteratura Italiana, insieme a Vicente Gonzàles Martìn, preside della facoltà di Filologia Italiana dell’Università di Salamanca, per annunciare un protocollo d’intesa che darà vita a progetti interculturali che coinvolgeranno soprattutto le nuove generazioni. Sul palco anche il letterato greco Anteos Chrysostomides, insignito del Premio nell’edizione 2011, che si é impegnato a trasporre in lingua greca l’opera “Un padre ci vuole” di Stefano Pirandello, primogenito di Luigi: la sua presenza ha dimostrato che, grazie alla Fondazione, «dalle parole si passa ai fatti, per declinare la cultura nostrana e renderla fruibile anche all’estero». A rappresentare l’Università etnea sul palco c’era il Pro-Rettore Maria Luisa Carnazza.

In prima fila il prefetto di Catania Francesca Cannizzo che ha voluto riaprire le porte della sua residenza in occasione di questo prestigioso evento, «consapevole del messaggio nobile e profondo che una tale iniziativa è in grado di diffondere alla città – ha commentato – sono lieta di aver accolto l’invito dei coniugi Costanzo, e di aver contribuito ad omaggiare la cultura». Accanto a lei anche i due Prefetti di Ragusa Giovanna Cagliostro e Enna Clara Minerva, «a dimostrazione che le più importanti cariche rappresentative dell’Isola – hanno sottolineato Costanzo e Maugeri – ci sono vicine in questo percorso di promozione culturale oltre i confini di Catania e della Sicilia. Se pensassimo di estendere l’iniziativa, per almeno una settimana, anche alle sole province della Sicilia orientale, i numeri si moltiplicherebbero e il quadro delle prospettive si amplierebbe notevolmente, dimostrando che fare cultura significa alimentare l’economia, supportare i giovani e dare loro la speranza per guardare con ottimismo al futuro».

Futuro, giovani, valori, capacità e ottimismo, queste le parole chiave attorno a cui si è sviluppato il dibattito coordinato da Guerri, durante il quale ognuno degli ospiti ha espresso la propria visione della cultura: chi come l’avv. Bernardini De Pace crede fortemente nella cultura «come parte integrante nella crescita di una persona, già all’interno del nucleo familiare e tra i banchi di scuola»; chi, come Alain Elkan ha più volte espresso gratitudine e ammirazione nei confronti della Fondazione Premio Mediterraneo per la Cultura, definendo «giusto e responsabile il gesto di Costanzo e della sua azienda, un esempio da seguire che aiuta a prendere coscienza dell’enorme patrimonio culturale e storico di cui l’Italia e la Sicilia sono depositarie». Ironico e quanto mai profondo nelle sue osservazioni, Roberto Gervaso ha concluso portando tutti indietro nel tempo, paragonando l’attività svolta con tanta dedizione da Costanzo e Maugeri alla figura di Mecenate per sottolinearne la generosità e il supporto alla cultura e all’arte.

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